domenica 21 giugno 2009

Nel blu spennellato di blu


Esistono in Italia buffi personaggi che sembrano avere nella loro povera esistenza, un solo scopo: servire i loro padroni. Questi zelanti scribacchini, poiché hanno fallito miseramente nella vita, credono di avere successo nel campo della disinformazione. Essi quindi falsificano i dati e riscrivono la realtà a piacimento ma, se accusati di questa nefandezza, si offendono. Strano davvero il mondo in cui viviamo.

Un estroso meteorologo(?), già noto per le sue improbabili previsioni a base di "temporali di calore", di "innocue velature" e baggianate simili, si è voluto cimentare nell'arte di Apelle, ma i risultati sono stati penosi: sbavature, linee storte, campiture disomogenee. Non basta un pennello per essere artisti: le sue istantanee sono sciatte contraffazioni, falsi in technicolor, il cui carattere fittiziamente hollywoodiano stride con l'intento dichiarato nel suo tragicomico blog: "Ci tengo a precisare che io voglio far vedere il cielo di Sanremo, in tutta onestà, come effettivamente è: non come io vorrei che fosse o come quegli "scellerati" del terrazzino ce lo descrivono [...]

E' proprio lui: Wasp, il pennellatore che, orgoglioso del suo cognome e del suo strumento di comunicazione mediatica, maneggia il pennello anche per ritoccare le fotografie di scorci di Sanremo che egli spaccia per scatti originali. Per quale motivo un siffatto individuo manipola delle foto? Per un solo motivo dichiarato e cioè per dimostrare che a Sanremo non esiste alcuna manipolazione climatica ad opera di "aerei chimici", che il cielo è sempre blu intenso e che quindi i redattori di Tankerenemy mentono.




Chiunque viva a Sanremo da diversi anni ha potuto toccare con mano che le giornate non sono più quelle antecedenti al 2005, ma il pennello di Sanremo ha deciso che la realtà è un'altra... magari quella che gli hanno ordinato di mostrare e così il soldatino esegue. Peccato, però, che nel fotoritocco sia un vero fallimento. Peccato per lui (e per coloro che gli hanno consigliato di aprire il blog "Il cielo di sanremo") che le bugie hanno le gambe corte, in specialmodo quando a ripeterle è un incompetente maldestro.




Wasp si è ingegnato nell'eseguire una serie di scatti quasi quotidiani, sovrapponendo nella gran parte di essi un cielo talmente blu che non lo si vede nemmeno nei cartoni animati. Questi colori sono talmente luminosi e tersi da destare sospetti anche in persone che non hanno mai adoperato un programma di fotoritocco o magari visto il cielo di Sanremo dal 2005 ad oggi, bianco come vetro smerigliato o coperto da nuvole artificiali per la maggior parte dell'anno.




Ad una prima osservazione delle artistiche istantanee, si nota subito che queste non forniscono alcun dato exif, il che non depone certo a favore dell'autenticità del materiale. Appare anche strano che il "pennellatore wasp" cancelli le fotografie di volta in volta dalla sua macchina fotografica, tanto è vero che, ad ogni nuovo post, gli scatti ricominciano con il numero progressivo "001". Paura di lasciare tracce?


Analizzando i vari dagherrotipi, si nota che quasi tutti presentano le medesime anomalie, ovvero "migrazioni di colore" tra soggetto e sfondo, anomalie nella dimensione e forma dei pixel nei punti di contatto con gli sfondi rigorosamente blu, sbavature di cielo azzurro sui corpi solidi (si notino, ad esempio, la croce sul campanile del Duomo di Piazza San Siro, oppure gli ombrelloni e le sdraio sulla spiaggia).

Consiglieremmo a Wasp di cambiare mestiere o di dedicarsi all'ippica per evitare di rendersi oltremodo ridicolo. Già è sufficiente che armeggi con un pennello in televisione per recitare le veline dei militari. Non vada oltre: l'arte, persino quella dell'imitazione, è preclusa ai mestieranti.


Link ai falsi di Wasp.

Alcune foto, scattate dall'amico Pirata Pantani (queste hanno i dati exif), sono disponibili ai seguenti link:

Foto 1
Foto 2
Foto 3
Foto 4

Aggiornamento: Pare che wasp non l'abbia presa molto bene...




AGGIORNAMENTO del 19 giugno 2009

Grazie alla segnalazione di un amico (fg) che ringraziamo, abbiamo potuto verificare, attraverso l'uso di un software specifico (JPEGsnoop) l'assoluta non autenticità degli scatti di Wasp. Abbiamo, infatti, analizzato tutte le foto mostrate in questo articolo ed il tool (gratuito) ha sentenziato che il materiale mostrato dal pennellatore Wasp è stato senza alcun dubbio modificato.

Qui uno screenshot relativo ad una scansione. Chi avesse ancora delle perplessità può scaricare le fotografie e sottoporle a sua volta ad analisi.

fonte: tankerenemy

Disinformazione da manuale


Le azioni e reazioni dei disinformatori, come è noto, sono stereotipate e prevedibili. Questo, però, non accade solo perché sono persone indottrinate ed omologate, ma pure per un altro motivo: questi personaggi seguono le istruzioni di un manuale in cui sono illustrate tutte le iniziative da intraprendere contro gli scienziati, il linguaggio cui ricorrere, le strategie da adottare. In questa precettistica appare poi molto significativa la lista degli argomenti contro i quali controbattere, da negare ad ogni costo, a dispetto di qualsiasi evidenza. Infatti, non appena su un sito, un blog o un forum viene pubblicato un articolo o una discussione su certi temi, i collaborazionisti intervengono, lancia in resta.

Si può anche rilevare che esiste una classifica di problemi dal più scabroso e dirompente fino a quelli che, pur essendo in contrasto con la "scienza" accademica e le versioni ufficiali, sono considerati meno scottanti e nei confronti dei quali i Quisling intervengono in modo più blando ed occasionale.

Vediamo quali sono le questioni su cui i disinformatori si accaniscono, con le loro pseudo-argomentazioni o avvalendosi di dati falsi e distorti, per tentare in ogni modo di smentire, confutare al fine di ricondurre analisi e dibattiti nell'alveo dell'"ortodossia". Li elenco in un'anticlimax, ossia dal più ostico al meno scottante.

- Scie chimiche

- Stragi di stato ed altri misfatti dei governi

- Terapie non allopatiche

- Signoraggio

- Armi di nuova generazione

- U.F.O.

- Sistemi di controllo (antenne, microprocessori)

- Messaggi subliminali specie di natura satanica

- Elaborazioni scientifiche "eretiche" che, pur valide sul piano teorico ed empirico, non hanno ancora ricevuto l'imprimatur della "scienza" di regime

- Studi sulle esperienze di pre-morte

- Astrologia, discipline esoteriche, occultismo etc.

Così, nel sistema ideologico dei fiancheggiatori del regime, le scie tossiche sono scie di condensazione, le stragi di stato sono attribuite a terroristi naturalmente islamici o a pazzi isolati, le terapie naturali non solo non sono efficaci, ma dannose. Inoltre il signoraggio non esiste, le armi di nuova concezione sono in realtà molto rudimentali, gli U.F.O. sono riferibili a fenomeni naturali, allucinazioni, aberrazioni ottiche, insetti, macchie sull’obiettivo..., i sistemi di controllo solo volti a migliorare la sicurezza, i messaggi subliminali sono il frutto di casualità, le teorie scientifiche divergenti sono destituite di fondamento e fantasiose elucubrazioni, le near death experiences sono spiegate sempre sulla base di criteri fisiologici, l'astrologia è bollata come pseudo-scienza e via discorrendo.

Se i disinformatori - in Italia gravitano attorno al famigerato C.I.C.A.P. - hanno avuto gioco facile nel liquidare l'astrologia ed altre disciplline esoteriche a causa dell'inveterato "razionalismo" che contraddistingue una società atea e materialista, si sono, però, scontrati con una certa resistenza nel momento in cui hanno dovuto (come da contratto di lavoro) affrontare temi collocati in àmbiti il cui statuto teorico è più vicino alla scienza accademica per cui quasi tutti mostrano un senso di soggezione. Così la crociata contro l'Ufologia che hanno tentato di trasformare in Ifologia (studio degli oggetti volanti identificati ed identificabili) non ha conseguito i risultati sperati. Qualche vittoria (di Pirro) è arrisa ai disinformatori sul versante delle scie chimiche, dei segreti di stato e del signoraggio, ma non grazie alle loro capacità invero assai modeste, quanto al formidabile dispiegamento di risorse e di mezzi di cui possono disporre. Né si può dimenticare che la disinformazione controlla il 98 per cento di quotidiani, portali, televisioni: sarebbe sbalorditivo se i guardiani del gregge non avessero mietuto qualche successo.

Conoscere la condotta, l'idioletto e le tecniche dei disinformatori, è molto istruttivo e vantaggioso: si possono anticipare le loro mosse e sviscerare i loro moventi e scopi. Conoscere quali sono gli argomenti su cui concentrano la loro ossessiva e sospetta disamina è ancora più utile: infatti siamo sicuri che, se i pennivendoli si incaponiscono a trattare certi contenuti per ridimensionarli o negarli, almeno qualcosa di vero e di scomodo si annida. Molti di loro affermano che si impegnano con tanta costanza a smentire i ricercatori, perché temono che la gente sia ingannata con notizie, secondo codesti personaggi, pseudo-scientifiche. Sarebbe quindi la loro una crociata per la “verità”, contro i “truffatori” che imboniscono ingenui cittadini. E’ questo una motivazione pretestuosa e patetica. In realtà, i disinformatori svolgono un compito preciso, con maggiore o minore efficacia.

Essi ricordano, per certi versi, i cani anti-droga: se, di fronte ai loro conduttori momentaneamente distratti, questi cani si ostinano ad abbaiare, a raspare, ad attirare in ogni maniera l'attenzione dei conduttori su un oggetto o su un luogo, significa che hanno fiutato delle sostanze stupefacenti. E' veramente molto difficile che si sbaglino.

fonte: tankerenemy

domenica 31 maggio 2009

MAMMATUS, SCIE CHIMICHE E ALTRE ANOMALIE CLIMATICHE

Ultimamente sto assistendo a diverse anomalie climatiche sia a livello locale che nazionale ma ampliando lo sguardo si può osservare come effettivamente il clima di tutto il pianeta stia cambiando.
In questi ultimi giorni ho notato alcune stranezze nei cieli della mia città. Partiamo con le mammatus. Ecco alcune foto scattate un paio di giorni fa:


FIG. 1 - mammatus

FIG. 2 - fronte di mammatus

FIG. 3 - nuvole a grappolo

Cosa sono le mammatus? Sono formazioni nuvolose particolari, poco frequenti e molto rare da osservare. Hanno una forma a “sacca” e sono l’unico esempio di nuvole che possono formarsi durante un nubifragio. Tali nuvole si formano dopo fortissimi temporali, uragani o tempeste.
Presentano un aspetto molto inquietante e non sempre la loro presenza significa che stia per arrivare un tornado. Spesso queste nuvole compaiono dopo che il peggio di una fortissima tempesta è passato.
Queste nuvole, essendo molto cariche di acqua e cristalli di ghiaccio, non riescono ad espandersi verso l’alto bensì solo in orizzontale.
Le mammatus si sviluppano sempre dopo un forte temporale ed è insolito vederle nelle nostre zone in quanto sono tipiche di climi tropicali.
Una cosa strana che ho notato è che qui in provincia di Milano (quindi per nulla tropicale) né prima né dopo la presenza di queste mammatus si è scatenato un temporale. Tra le mammatus e un’altra curiosa formazione denominata “a grappolo d’uva” vi era la palese presenza di scie chimiche e con molta probabilità era in funzione HAARP.
Venerdi 29 maggio 2009 verso le 18.00 di sera si è alzato un vento alquanto anomalo, molto forte ma senza un fronte nuvoloso che facesse presagire la presenza di un temporale. Con molta probabilità si è trattato dell'utilizzo di energie scalari per la modificazione climatica, qui un articolo di approfondimento.


FIG. 4 - vento e nuvole modificate con armi scalari

Quasi ogni giorno, nonostante le condizioni meteorologiche NON lo consentano, vi è la presenza di tankers che irrorano sostanze chimico-biologiche sui centri abitati e sui campi coltivati. Le chemtrails continueranno ad aumentare con l’approssimarsi delle elezioni europee in quanto questa arma polivalente viene utilizzata in unione con HAARP per manipolare le menti e controllare le persone.
Le prove e le dimostrazione che quegli aerei spargono sostanze tossiche, contenenti anche metalli pesanti, sono all’ordine del giorno e nei prossimi articoli esporrò alcune peculiarità riguardanti le rotte anomale degli aerei chimici, le formazioni militari (prova più lampante che sono aerei militari) e la quota alquanto bassa del loro sorvolo, ma non solo!
Se si osserva anche solo per una settimana il cielo è possibile notare come sia diventato difficile notare le normali nuvole che fino a pochi anni fa allietavano i nostri cieli. Oggi invece vi è una inusuale e artificiale cappa chimica lattiginosa, uno strato uniforme atto a bloccare i raggi solari ma a trattenere i raggi infrarossi e in questo modo coloro che spargono le scie chimiche possono indebolire gli ecosistemi, manipolare meglio le persone e contribuire all’aumento dell’effetto serra.
Da notare come con il vento ci sia un calo repentino di aerei, eppure le compagnie civili non fanno sciopero ogni volta che si alza l’aria! La diminuzione degli aerei militari che spargono sostanze tossiche è dovuta al fatto che il vento disperde in maniera incontrollata i vari agenti chimici e biologici e quindi si vedono impossibile colpire il target ovvero la popolazione cavia da laboratorio. Già per tutte queste operazioni il prezzo non è poca cosa e finchè la gente (la massa lobotomizzata) non aprirà gli occhi anche sul signoraggio, queste operazioni clandestine continueranno.


FIG. 5 - scie chimiche

Un prossimo approfondimento riguarderà come con le scie chimiche i governi di tutto il mondo, succubi e sudditi della forza oscura della NATO, stiano perpetrando la distruzione delle colture naturali a favore delle future sementi OGM. Le anomalie climatiche di queste ultime settimane sono solo un piccolo assaggio e fanno parte di un piano veramente preoccupante ma reale.

sabato 9 maggio 2009

Rebus: scie chimiche, il ritorno

TRATTO DAL SITO AMICO TankerEnemy

Il giorno 11 maggio 2009, ore 20:45 circa, andrà in onda la puntata di Rebus (Odeon e Odeon24 (SKY827) dedicata alle scie chimiche. Maurizio Decollanz avrà come ospiti in studio il dottor Giorgio Pattera, biologo, e Rosario Marcianò, ricercatore indipendente e presidente del Comitato Tanker Enemy. Il nostro plauso a Decollanz, un vero giornalista, rispetto al quale l'agghiacciante personaggio, noto come Paolo (Pavlov) Attivissimo, può essere considerato solo un usurpatore di un titolo e di una professione tanto nobili.

Proponiamo alcuni estratti della conferenza sulle chemtrails, convegno tenutosi a Milano il 19 aprile 2009: risalta la malafede dei disinformatori rispetto a chi è animato solo dal desiderio di cercare e mostrare la verità, "qualunque essa sia". Il documento filmato dell'intera conferenza è visionabile qui.

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I disinformatori
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La dura vita del disinformatore
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I disturbatori
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Pattera conferma: scie chimiche a quota cumuli

NOTA: gli ospiti non hanno percepito alcun compenso né rimborso spese; il contraddittorio è garantito da Maurizio Decollanz.


COME VEDERE L'EMITTENTE ODEON TV

FREQUENZE: Le frequenze analogiche si possono verificare a questo INDIRIZZO WEB

EMITTENTI AFFILIATE: E' una sindycation. I programmi di Odeon TV vanno in onda su: Canale 6, TVM (Friuli Venezia Giulia), Napoli canale 21 (Campania), TeleRoma Reporter (Lazio, Umbria), Canale 10 (Toscana), TeleAltoVeneto (Veneto), Telegenova (Liguria), TeleRegione (Puglia, Basilicata), Telecentro (Emilia Romagna, Marche), Telemed (Sicilia), Telereporter (Lombardia), Telereporter Sud (Calabria, Sicilia e Sardegna), Videonord, Videonovara, Retesette (Piemonte-Lombardia).

DTT: In Piemonte è attivo

SATELLITE: Sky Canale 827 - Hotbird 6 (13.0E) 11200.00 V, 27500

STREAMING

VIDEO ON DEMAND: disponibile a questo INDIRIZZO WEB

domenica 3 maggio 2009

Filamenti di polimeri già nel 2002: il caso di Alessandria

TRATTO DAL SITO AMICO TANKERENEMY

Il 19 ottobre 2002 il Dottor Franco Mari informò il biologo Giorgio Pattera di un inusuale fenomeno accaduto il giorno precedente nell'alessandrino: una ricaduta di un non meglio identificabile materiale filamentoso, assimilabile, all'apparenza, a "tela di ragno". Il materiale raccolto da uno studente, R.C., fu analizzato dal Dottor Pattera. Il caso ed i risultati delle analisi sono esposti nell'Indagine sulla caduta di capelli d'angelo il 18/10/2002 ad Alessandria, relazione tecnica pubblicata sul sito del Cifas ed inclusa nel rigoroso volume "U.F.O.: vent'anni di ricerche", Parma, 2007, pp. 162-165. Prima di lasciare ai visitatori la lettura di questo istruttivo resoconto, ci sembrano d'uopo alcune considerazioni preliminari che sono anche conclusioni, per quanto suscettibili di ulteriori rettifiche ed approfondimenti.

- Il Dottor Mari ed il Dottor Pattera furono probabilmente i primi in Italia ad imbattersi nelle fibre polimeriche rilasciate dagli aerei chimici, evidentemente in occasione di sorvoli sperimentali o estemporanei, visto che le irrorazioni sono entrate a pieno regime nel nostro paese negli anni successivi.

- I ricercatori stabilirono che questo materiale non coincideva con i cosiddetti “capelli d'angelo”, una bambagia silicea associata ad alcuni avvistamenti di U.F.O.

- L'esame delle fibre anticipa e conferma analisi recenti di tali fibre artificiali, ma biocompatibili e che sono causa, insieme con altri fattori, del Morgellons.

- Risulta pericoloso toccare queste pseudo-ragnatele che possono penetrare nell'organismo attraverso la pelle.

- I filamenti polimerici NON sono identificabili, checché affermino gli sfrontati disinformatori del C.I.C.A.P. e … dell'A.R.P.A., con ragnatele di fantomatici Aracnidi migratori: non sono, infatti, costituiti da proteine. Lo ribadisce anche Antonio Bruno nel suo articolo Capelli d'angelo: il mistero continua.


Il giorno 19 ottobre 2002 perveniva al sottoscritto, responsabile scientifico del C.U.N. per le analisi di laboratorio e le tracce al suolo, una e-mail da parte del Dr. Franco Mari (componente del Consiglio Direttivo), che lo informava d’un insolito fenomeno accaduto il giorno precedente nell’alessandrino: una copiosa ricaduta di un non meglio identificabile materiale filamentoso, assimilabile a "tela di ragno".

Per inquadrare al meglio la situazione, riporto testualmente la descrizione dell’evento, così come trasmessa al Dr. Mari da parte del testimone, lo studente diciassettenne Riccardo Carretta: "Sono un ragazzo di 17 anni e vi scrivo per segnalarvi un fenomeno che ha destato la mia attenzione. Da diversi anni sono appassionato di U.F.O.: questa passione ha fatto sì che mi sia documentato attraverso libri e trasmissioni sull'argomento. Ieri, 18 ottobre 2002, la mia città e le zone circostanti sono state oggetto di un fenomeno singolare e che mai mi era capitato di vedere: i tetti, le automobili, gli alberi si sono ricoperti di strani filamenti che sono scesi dal cielo, depositandosi in maniera massiccia. La struttura e le caratteristiche di tali filamenti mostrano evidentemente che non si tratta di semplici ragnatele.
Riflettendo su quanto stavo vedendo, mi sono tornati alla mente diversi dossiers in cui si trattava questo fenomeno, sempre collegato all'avvistamento, nelle medesime zone, di oggetti volanti non identificati. Tanto più che mia madre ha affermato di aver visto, proprio nella giornata di ieri, una formazione di oggetti volanti che si muovevano rapidamente e in formazione quadrangolare, da sud verso nord.
Ho analizzato quanto mi ha detto e ho riscontrato che le caratteristiche di quegli oggetti non sono riconducibili ad aeromobili o stormi di uccelli.Io sono in possesso di un campione di questi strani filamenti. Vi prego di analizzare la mia testimonianza; spero che mi contatterete quando avrete formulato un'ipotesi sull'accaduto. Vi ringrazio per l'attenzione e vi fornisco il mio recapito".

Il sottoscritto, conscio del fatto che, se si fosse trattato di "bambagia silicea" (come quella caduta su Firenze nel lontano 1954), ogni minuto guadagnato poteva risultare determinante per l’espletamento delle indagini di laboratorio, essendo tale materiale estremamente volatile e tendente alla sublimazione, prese immediati contatti telefonici col suddetto testimone, al quale, verificatane l’attendibilità e la disponibilità, impartiva disposizioni sulle modalità di prelievo, conservazione ed invio del materiale in oggetto.

Il testimone, nel rassicurarmi che i filamenti non erano assolutamente "svaniti", ma solo leggermente ridotti in dimensioni e consistenza a distanza di circa 48 ore dalla caduta, già mi dava indirette indicazioni sul fatto che probabilmente il materiale dallo stesso prelevato poco o nulla aveva a che fare con la "bambagia silicea" (boro-silicato di calcio e magnesio) di cui sopra. In ogni caso, il giorno 22 ottobre giungeva al mio domicilio, a mezzo posta prioritaria, un contenitore sterile con alcuni residui dei filamenti in oggetto.

I filamenti venivano sottoposti, d’intesa con un collega dei Laboratori C.N.R. di Parma, ad accurate ed approfondite indagini microscopiche (mediante l’impiego di uno stereomicroscopio binoculare, ingrandimento 70x, in campo chiaro ed in campo scuro, sia con luce incidente sia riflessa) e successivamente fotografate con fotocamera digitale.

Tale indagine, i cui risultati rendevano superflui ulteriori accertamenti (in ogni caso impossibili, data l’esiguità del materiale a disposizione), mostrava inequivocabilmente che si trattava di filamenti non di origine biologica (come la sericina, prodotta dalle ghiandole degli Aracnidi, che si solidifica a contatto con l’aria, dando luogo alla "ragnatela"), bensì di filamenti simili a quelli delle fibre tessili, di tipo non-vegetale (es. cotone), ma sintetico (es. rayon). In particolare, detti filamenti presentavano lungo il decorso un’alternanza di segmenti chiari e di segmenti più scuri e la presenza, anche se non costante, di zone rifrangenti la luce; aspetto, quest’ultimo, tipico delle fibre tessili polimeriche di sintesi.



In contemporanea (ed a mia insaputa), lo studente provvedeva a sottoporre analoghi filamenti al parere di alcuni insegnanti dell’Istituto Tecnico "Leonardo Da Vinci" (la scuola da lui frequentata), ottenendone un responso pressoché identico al nostro. Anche in questo caso, riporto testualmente la comunicazione inviatami dal testimone:

"Egregio Signor Pattera,

Le scrivo per comunicarle gli sviluppi della vicenda relativa allo strano fenomeno che si è verificato il giorno 18/10/02 nell’alessandrino.
Deve sapere che nei giorni successivi alla comparsa degli strani filamenti, l’A.R.P.A. (Azienda Regionale Protezione Ambientale) ha divulgato tramite alcuni quotidiani a diffusione provinciale e regionale una fantomatica spiegazione dell’insolito evento.I tecnici di tale azienda hanno sentenziato che i filamenti non sono nient’altro che ragnatele prodotte da una particolare specie di ragni di terra; tuttavia in questi articoli non veniva dato nessun dettaglio tecnico e non venivano fornite prove che giustificassero i risultati di tale ricerca.

In aggiunta a tutto questo, ci tengo ad informarLa del parere dato da due Professori (uno di chimica e uno di biologia) del mio istituto (I.T.C. "Leonardo Da Vinci"); io li avevo coinvolti facendo loro notare la singolarità del fenomeno che avevo osservato ed essi, dopo aver raccolto un campione dei filamenti, hanno proceduto ad un'analisi microscopica.La cosa importante è che il loro parere è stato assolutamente discordante con quello fornito dall’A.R.P.A.: da quanto hanno potuto osservare sono giunti alla conclusione che non si tratta di un composto di derivazione biologica, bensì di una fibra sintetica (che non sono riusciti ad identificare attraverso gli strumenti a loro disposizione).

Spero che le informazioni che Le ho fornito le siano di aiuto e la ringrazio anticipatamente, se mi terrà informato sugli sviluppi della vicenda.

Le porgo cordiali saluti".

Riccardo Carretta


A questo punto credo di poter ritenere concluse, per quanto mi riguarda, le indagini commissionatemi dal C.U.N. circa gli strani reperti di Alessandria, non prima di aver sottolineato che, quando due o più ricercatori che non si conoscono, distanti fra loro, uno all’insaputa degli altri e viceversa, studiando lo stesso fenomeno giungono alle stesse conclusioni, la Scienza può ritenersi sufficientemente soddisfatta circa la veridicità dei risultati ottenuti.

Giorgio Pattera

Leggi qui la relazione tecnica sul sito del Cifas.

domenica 12 aprile 2009

20 aprile 2009: giornata della telefonata al N.O.E.

martedì 24 marzo 2009

ANALISI DEI FILAMENTI CADUTI A NOVEMBRE 2008

Il giorno 08 novembre 2008 i cieli di Buccinasco (ma non solo) furono solcati in modo copioso da aerei che rilasciavano abbondanti scie chimiche. Ciò che destò la mia preoccupazione fu la vista di moltissimi filamenti bianchi che cadevano letteralmente dal cielo.
Non mi era mai capitato di assistere ad un avvenimento simile e, mosso da preoccupazione e curosità, decisi di raccogliere diversi campioni da far analizzare.
Spedii quindi alcuni di questi filamenti, raccolti in diversi punti, ad un biologo G.P. del CUN (Centro Ufologico Nazionale) che gentilmente li analizzò in modo scientifico sulla base degli strumenti e dei saggi disponbili e attuabili.
Tali risultati, a dir poco interessanti, furono presentati in anteprima al 17° simposio mondiale sull'ufologia tenutosi a S. Marino lo scorso weekend.
Dapprima, personalmente, provai ad analizzare con quanto era in mio potere, tali campioni notando delle particolarità per quanto riguarda le loro caratteristiche ottiche (microscopia in campo chiaro e a fluorescenza). Successivamente restai in attesa dei risultati proveninenti da analisi più mirate e massicce.
Inizialmente cercai informazioni in Internet (evitando accuratamente i siti di disinformazione) e le mie ipotesi si focalizzarono su:
- capelli d'angelo
- polimeri artificiali


FIG. 1 - polimeri di ricaduta

Conoscendo abbastanza bene la fauna e la flora del mio territorio e osservando lo stranissimo comportamento di tali polimeri, scartai subito l'idea che potesse trattarsi di un prodotto di origine animale o vegetale per vari motivi tra cui l'assenza di aracnidi sui suddetti filamenti o nei loro paraggi, la particolare elettrostaticità e "appiccicosita'" nonchè la lunghissima permanenza, anche a distanza di mesi di tali filamenti. Le ragnatele naturali invece si degradano nell'arco di un paio di settimane.
Una correlazione importante è il legame tra la caduta di questi polimeri (o meglio, biopolimeri) in concomitanza con le scie chimiche. Quel giorno poi in varie parti di Italia sono stati avvistati degli OVNI e sempre a Buccinasco ho notato due aerei "caccia" militari volare in formazione come se avessero intercettato qualcosa.
Il riassunto dei risultati delle analisi che riporto in seguito vogliono solo essere un compendio, un tassello che va ad aggiungersi alle prove dell'esistenza quanto meno anomala di fenomeni che accadono sopra le nostre teste e che a mio avviso hanno una comprovata origine artificiale e militare.
Desidero quindi riportare in questa sede alcuni estratti della relazione pervenutami pochissimi giorni or sono.
I "polimeri di ricaduta" esaminati:
- NON SONO sicuramente la produzione (che risulterebbe a livello industriale, fra l’altro, per coprire l’estensione territoriale Vercelli–Milano/Bologna–Ferrara !) delle ghiandole serigene dei cosiddetti “ragni d’alta quota”, la cui esistenza (dal punto di vista entomologico) lasciamo appannaggio delle “leggende metropolitane”, con buona pace del CICAP.
- NON SONO assimilabili, nemmeno lontanamente, ai filamenti di “bambagia silicea” (o “capelli d’angelo”, “cheveux d’ange” alla francese: si volatilizzarono in breve tempo, quasi “sublimandosi” a contatto delle mani, a differenza di quelli in oggetto, tuttora resistenti), caduti in concomitanza col passaggio a bassa quota di OVNI, su Oloron nel 1952 e su Firenze nel 1954. In quest’ultimo caso, grazie all’intraprendente solerzia di uno studente, allora laureando in ingegneria, si è potuta eseguire l’analisi chimica dei filamenti presso l’Istituto di Chimica Analitica dell’Università di Firenze. Il referto analitico conclude lapidariamente: “Sostanza a struttura macromolecolare, contenente boro, silicio, calcio e magnesio. In linea puramente ipotetica, potrebbe trattarsi di: vetro borosilicico. Firmato: il Direttore, Prof. G.Canneri”.
Dopo aver effettuato diverse analisi (prove di combustione, misurazione pH, prove di solubilità, saggi coi reattivi di Loewe e Schweitzer, etc.), tali filamenti parrebbero presentare alcuni comportamenti simili alla seta (simili, non uguali).

Che senso ha parlare di “seta volante” ?

Sono state formulate tre ipotesi:

1) - I filamenti analizzati sarebbero da collegarsi, in qualche modo, al sorvolo delle località interessate da parte di oggetti volanti non identificati, così come riferito da numerosi testimoni: situazione simile, pertanto, a quelle già citate (Oloron, 1952; Firenze, 1954), con l’unica differenza consistente nel tipo di sostanza ricaduta al suolo (borosilicato contro polimeri organici). Anche oggi, come allora, restano sconosciute le motivazioni di tale “pioggia”.

2) – I filamenti analizzati sarebbero un “sotto-prodotto”, una conseguenza “accessoria” del progetto (si dice a carico della NATO) di modificazioni climatiche, al fine di prevenire la formazione di eventi atmosferici turbolenti (uragani, precipitazioni intense, trombe d’aria), particolarmente disastrosi per il continente europeo. Tale progetto verrebbe messo in atto mediante il rilascio in atmosfera, da parte di aeromobili privi di contrassegno identificativo, di particolari elementi (bario, ioduro d’argento, ecc.) in grado, per l’appunto, di influire sul clima, impedendo o favorendo la formazione di nubi e le relative piogge. Questa azione diretta sul clima è già stata sperimentata con successo durante lo svolgimento delle Olimpiadi di Mosca, nel 1980, grazie ad un’intesa (al tempo segreta e trapelata solo dopo la caduta del muro di Berlino) fra l’aeronautica sovietica e quella statunitense. Ma anche oggi possiamo notare gli effetti della dispersione delle suddette sostanze nei nostri cieli: entro 48 – max. 72 ore dalla comparsa delle “chemtrails”, rilasciate da velivoli non identificabili nell’atmosfera tersa, si osserva la comparsa di formazioni nuvolose, seguite da precipitazioni più o meno intense.

3) – I filamenti analizzati sarebbero il risultato di un processo di polimerizzazione di sostanze organiche (bio-polimeri di sintesi), realizzato artificialmente ed impiegato come “supporto” di altri componenti (polveri metalliche?), allo scopo di diffondere nell’atmosfera un “aerosol”, atto a potenziare ed estendere, nello spazio e nel tempo, la riflessione delle onde elettromagnetiche (radar, comunicazioni radio, trasmissioni satellitari); il tutto, ovviamente, a scopi militari di controllo ed “intelligence”. Questa ipotesi è quella più propense, dato che una delle proprietà della seta è quella di fissare con facilità sali di alluminio, ferro e stagno, con formazione di sali basici insolubili. In altre parole, questi polimeri bio-sintetici fungerebbero da “adiuvanti” nella nebulizzazione aerea di composti metallici non meglio rilevabili, comportandosi come i sistemi di diffusione dei semi da parte del vento, utilizzati da alcune essenze vegetali (tarassaco, tiglio, ecc.). Si tenga conto anche del fatto che (sicuramente su Parma, mentre non abbiamo riscontri per le altre località) la ricaduta così copiosa di “ragnatele” si è avuta dopo un intenso via-vai di aeromobili non identificabili, che hanno disegnato sulla verticale della zona uno “scacchiere” di scie (ma diverse da quelle “normali” di condensazione dei gas di scarico dei jet, per forma, dimensione ed insistenza temporale), denominate per l’appunto “chemtrails”, come osservato da numerosi testimoni oculari.

A mio parere, queste analisi sono state molto utili e scientificamente attendibili nel dimostrare l'evidente anomalia del fenomeno in questione. Purtroppo, essendo tali filamenti di origine "non naturale", i saggi scientifici convenzionali possono non essere adeguati ma questa è una ulteriore prova dell'eccentricità del fenomeno. I biopolimeri sono un metodo piuttosto efficace nell'interfacciare componenti artificiali con substrati o target naturali (viventi). Questo potrebbe essere uno dei motivi per cui tali polimeri assomigliano alla seta. Tale materiale infatti è biocompatibile e viene utilizzato non solo per il vestiario ma, recentemente, trova applicazione in ambito biotecnologico. In questo articolo infatti si può leggere che: un semplice procedimento, messo a punto dal bioingegnere F. O., alla Tufts University, trasforma i bozzoli dei bachi da seta in congegni ottici per applicazioni biologiche. [...] O. sostiene di aver compreso che la seta era ottima non solo per camicie e cravatte dopo un colloquio con David Kaplan, il responsabile del Dipartimento di Ingegneria biomedica della Tufts University, con cui condivide l’ufficio. Kaplan trasforma le proteine della seta in impalcature che ospitano cellule per i tessuti biologici modificati, tra cui gli impianti corneali. La seta, la fibra naturale più resistente mai conosciuta, è apprezzata dagli esperti di ingegneria dei tessuti perché è solida da un punto di vista meccanico, ma degrada in modo innocuo nell’organismo.
Fisico di formazione, O. ha intuito che se la seta produce ottime cornee artificiali, lo stesso meccanismo poteva replicarsi con i congegni ottici. In effetti, come si è visto, i suoi dispositivi prodotti con la seta funzionano bene quanto quelli realizzati con i materiali ottici tradizionali, quali il vetro e la plastica, se non in alcuni casi addirittura meglio. Inoltre, a differenza di questi materiali, la seta non deve essere trattata ad alte temperature o con solventi chimici.
Questa è una delle ragioni per cui l’utilizzo della seta è perfetto per i sensori; infatti, poichè i dispositivi serici si possono produrre in un ambiente favorevole, è possibile nella fase di allestimento incorporare molecole biologiche aggiuntive (come le proteine). Queste molecole servono come sensori che, una volta integrati nei dispositivi serici, possono rimanere attivi per anni. Nei congegni che Omenetto e Kaplan stanno sviluppando, le proteine racchiuse nel materiale ottico si legano in modo efficace a un obiettivo, come l’ossigeno o una proteina batterica; quando ciò accade, la luce trasmessa dal sensore cambia colore.

Quale modo migliore per i militari di poter controllare la popolazione? L'utilizzo di biopolimeri è molto utile per ridurre al minimo le possibili reazioni allergiche anche se il Morgellons potrebbe essere proprio un effetto collaterale della dispersione (sperimentazione) di tali filamenti sulla popolazione tramite le scie chimiche. Esperimenti su vasta scala che vedono ignari cittadini trasformarsi in vere e proprie cavie da laboratorio.


FIG. 2 - SCIE CHIMICHE